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Affidamento Preadottivo in Italia: Cos'è, Quanto Dura e Cosa Succede

Affidamento Preadottivo in Italia: Cos'è, Quanto Dura e Cosa Succede

L'affidamento preadottivo è la fase intermedia tra la dichiarazione di idoneità all'adozione e la sentenza definitiva. È il periodo in cui il minore viene collocato presso la famiglia adottante — ma l'adozione non è ancora pronunciata. Dura un anno, prorogabile di un ulteriore anno, ed è il passaggio più delicato dell'intero percorso adottivo.

Per le famiglie, è il momento in cui il figlio arriva a casa. Per il diritto, è un periodo di osservazione e verifica. Questa tensione tra la realtà affettiva e lo status giuridico genera quello che viene chiamato "rischio giuridico" — una delle preoccupazioni più concrete e meno comprese da chi si avvicina all'adozione.

Come Funziona l'Affidamento Preadottivo

Il Tribunale per i Minorenni, dopo aver individuato l'abbinamento tra il minore dichiarato adottabile e la coppia dichiarata idonea, dispone l'affidamento preadottivo con un provvedimento specifico. Da quel momento il minore entra nella famiglia.

L'età media dei bambini al momento dell'ingresso in famiglia è di 6,3 anni per l'adozione nazionale. Non si tratta, nella maggior parte dei casi, di neonati: sono bambini che hanno già una storia, esperienze pregresse, spesso traumi.

Durante l'affidamento preadottivo:

  • La coppia esercita la responsabilità genitoriale sul minore, con le stesse facoltà di un genitore naturale per quanto riguarda le decisioni quotidiane.
  • I servizi sociali effettuano un monitoraggio periodico. Visite domiciliari, colloqui con la coppia, osservazione dell'inserimento del minore. La frequenza varia: generalmente ogni 2-3 mesi, ma può essere più intensa nelle fasi iniziali.
  • Il minore frequenta la scuola, il pediatra, le attività come un qualsiasi figlio — ma sulla carta non è ancora figlio della coppia.
  • Il Tribunale per i Minorenni supervisiona il percorso e può intervenire se emergono criticità.

La Durata: Un Anno (e le Proroghe)

La legge fissa la durata dell'affidamento preadottivo in un anno, prorogabile di un ulteriore anno dal Tribunale per i Minorenni. In pratica, molti tribunali arrivano alla sentenza definitiva entro 12-18 mesi dall'inizio dell'affidamento.

Alla scadenza del periodo, il Tribunale pronuncia l'adozione con sentenza, verificato che:

  • L'inserimento del minore nella famiglia è avvenuto positivamente
  • La relazione tra adottanti e adottato è stabile e nell'interesse del minore
  • Non sono emersi elementi ostativi

Se emergono criticità serie durante l'affidamento, il Tribunale può revocare l'affidamento preadottivo. È un'ipotesi rara ma non teorica, ed è il cuore del rischio giuridico.

Il Rischio Giuridico: Cos'è Davvero

Il rischio giuridico è la possibilità che l'adozione non si perfezioni. Ha due facce:

Rischio legato all'impugnazione dello stato di adottabilità. I genitori biologici possono impugnare la dichiarazione di adottabilità del minore entro i termini di legge. Se l'impugnazione viene accolta, il minore potrebbe dover tornare alla famiglia di origine — anche dopo mesi di convivenza con la famiglia adottante.

Rischio legato all'esito dell'affidamento. Se il Tribunale rileva che l'inserimento non funziona — non per colpa della coppia, ma perché l'abbinamento non è adeguato — può revocare l'affidamento preadottivo e cercare un'altra soluzione per il minore.

La realtà statistica è rassicurante: la stragrande maggioranza degli affidamenti preadottivi si conclude positivamente con la sentenza di adozione. Ma il rischio esiste e va affrontato con consapevolezza, non negato.

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La Legge 173/2015: Continuità degli Affetti

La Legge 173/2015 ha introdotto un principio fondamentale: la continuità dei legami affettivi del minore deve essere tutelata. Questa legge ha un impatto diretto sul rischio giuridico e sulla transizione dall'affido all'adozione.

In concreto, la legge stabilisce che:

  • Quando un minore in affidamento familiare viene dichiarato adottabile, la famiglia affidataria deve essere considerata con priorità ai fini dell'adozione, se ha sviluppato un legame significativo con il minore.
  • Il Tribunale per i Minorenni deve tenere conto dei legami affettivi costruiti dal minore e non può ignorarli a favore di un abbinamento astrattamente "migliore".
  • Il principio vale anche in fase di affidamento preadottivo: la relazione costruita durante questo periodo ha un peso giuridico riconosciuto.

Questo non elimina il rischio giuridico, ma lo mitiga sensibilmente. Prima della Legge 173/2015, i bambini potevano essere spostati da una famiglia all'altra con minore attenzione ai legami già formati. Oggi il legislatore riconosce che quei legami contano.

Cosa Aspettarsi: La Realtà Quotidiana

I primi mesi dell'affidamento preadottivo sono i più intensi. Il bambino arriva in un ambiente nuovo — spesso dopo aver vissuto in comunità o in famiglie affidatarie — e deve adattarsi. La coppia deve costruire una relazione con un bambino che porta con sé la propria storia.

Le sfide più comuni:

  • Difficoltà nel sonno e nell'alimentazione nelle prime settimane
  • Reazioni di rabbia, chiusura o iperattività legate all'adattamento
  • Difficoltà scolastiche, soprattutto se il bambino è in età scolare
  • Gestione del rapporto con la storia precedente del minore

I supporti disponibili:

  • Servizi sociali territoriali: il riferimento principale per qualsiasi difficoltà
  • Équipe adozione della ASL: supporto psicologico specializzato
  • Gruppi di mutuo aiuto tra famiglie adottive: molti enti autorizzati li organizzano
  • L'Ente autorizzato (per l'adozione internazionale): ha l'obbligo di garantire il supporto post-adottivo

Non affrontare questo periodo da soli è il consiglio più importante. L'81,6% delle coppie adottive arriva all'adozione dopo un percorso di PMA (procreazione medicalmente assistita) fallito — il che significa che molte famiglie portano con sé un carico emotivo preesistente che va riconosciuto e gestito.

La fase dell'affidamento preadottivo è un passaggio che si affronta meglio con una preparazione solida. La nostra Guida all'Adozione in Italia include un capitolo dedicato alla gestione pratica di questo periodo, con indicazioni su cosa aspettarsi mese per mese e come accedere ai servizi di supporto.

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