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Affido Diurno e Part-Time: Come Funzionano le Forme di Accoglienza a Tempo Parziale

Quando la gente pensa all'affido, immagina un bambino che vive in casa vostra a tempo pieno. Ma esistono forme di affido che non richiedono questa disponibilità totale — e che spesso sono il primo passo per molte famiglie, o l'unico possibile per chi lavora. L'affido diurno e quello part-time sono strumenti preziosi che il sistema usa per prevenire allontanamenti definitivi, e che sempre più Comuni stanno promuovendo attivamente.

Cos'è l'affido diurno

L'affido diurno è una forma di accoglienza in cui il bambino trascorre parte della giornata con la famiglia affidataria — il doposcuola, i pasti, il pomeriggio, le attività extrascolastiche — per poi tornare a dormire dai propri genitori biologici.

Non è un servizio educativo e non sostituisce la scuola o il doposcuola tradizionale. È un intervento di sostegno alla genitorialità: i genitori biologici del bambino stanno attraversando un momento di difficoltà (lavoro precario, salute mentale precaria, instabilità abitativa, dipendenze in fase di recupero), ma non sono in una situazione di abbandono o pericolo che giustifichi un allontanamento. L'affido diurno dà al bambino un punto di riferimento stabile e caldo nel corso della giornata, mentre i Servizi Sociali lavorano con la famiglia d'origine per risolvere la situazione.

Chi può fruire dell'affido diurno:

  • Famiglie monoparentali con orari di lavoro incompatibili con la cura dei figli
  • Genitori con problematiche sanitarie o psicologiche temporanee
  • Famiglie in crisi economica che rischiano l'allontanamento ma mostrano capacità genitoriale

Per la famiglia affidataria, l'impegno è inferiore rispetto all'affido residenziale: si tratta di alcune ore al giorno, concordate con i Servizi Sociali. Non è necessario avere una stanza dedicata per il bambino. Il contributo economico viene commisurato al tipo e all'intensità dell'intervento, ed è inferiore rispetto all'affido a tempo pieno.

Cos'è l'affido part-time

L'affido part-time è una definizione più ampia che include modalità di accoglienza ricorrente ma non quotidiana. Le forme più comuni:

  • Affido nei fine settimana: il bambino trascorre sabato e domenica (o solo uno dei due giorni) con la famiglia affidataria, che lo supporta nelle attività extrascolastiche, nel riposo e nella socialità
  • Affido nei periodi di vacanza: estivo o durante le festività natalizie e pasquali, quando la famiglia d'origine è in difficoltà e la scuola non fornisce struttura alla giornata
  • Affido "di sollievo": per famiglie con bambini con disabilità, permette ai genitori biologici di avere un periodo di pausa rigenerante, evitando l'esaurimento del caregiver

Anche l'affido part-time ha una base normativa nella Legge 184/1983, ma le prassi variano significativamente da regione a regione. In Toscana e in Emilia-Romagna, ad esempio, esistono protocolli regionali strutturati; altrove, tutto dipende dalla disponibilità del singolo Comune.

Perché l'affido diurno e part-time sono strumenti di prevenzione

Il loro valore principale non è assistenziale ma preventivo: intervengono prima che la situazione della famiglia diventi critica al punto da richiedere un allontanamento definitivo. Dal punto di vista del sistema, ogni affido diurno che evita un allontanamento residenziale riduce il trauma per il bambino e il costo per la collettività.

Dal punto di vista statistico, circa il 47,1% dei minori che escono dall'affido familiare tornano dai genitori naturali. Interventi di sostegno parziale — come l'affido diurno — aumentano le probabilità che questo rientro avvenga in tempi più brevi e in condizioni migliori.

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Il percorso per diventare affidatari diurni o part-time

Il percorso di valutazione è analogo a quello dell'affido a tempo pieno: contatto con il Centro Affidi o il Servizio Sociale, incontri informativi, corso di formazione, colloqui di valutazione, dichiarazione di disponibilità. La principale differenza è nel profilo di disponibilità che viene redatto al termine: invece di "disponibile all'accoglienza residenziale h24", verrà specificato "disponibile all'accoglienza diurna nelle seguenti fasce orarie" o "disponibile per affido nei fine settimana".

Alcune famiglie scelgono di iniziare con l'affido diurno o part-time per testare la propria capacità di accoglienza, e solo successivamente dichiarano disponibilità a forme più impegnative. È un percorso legittimo e ben visto dai Servizi Sociali.

Il contributo economico per l'affido parziale

Il contributo per l'affido diurno e part-time è inferiore a quello dell'affido residenziale ed è calcolato in modo proporzionale all'impegno. In molte realtà, non esiste una tabella standardizzata: l'importo viene definito nel Progetto Quadro in base alle ore effettive di accoglienza. È fondamentale chiedere chiarezza su questo punto all'inizio, prima dell'abbinamento, per evitare malintesi successivi.

Anche per l'affido parziale si applicano le tutele fiscali: il contributo è esente IRPEF e non costituisce reddito.


L'affido diurno e part-time non sono forme "minori" di accoglienza. Sono spesso i più complessi da gestire emotivamente, perché il bambino vive in due mondi distinti ogni giorno, e la famiglia affidataria deve saper tenere entrambe le realtà senza giudicare quella d'origine.

Se volete capire come si struttura concretamente un progetto di affido parziale — dai colloqui iniziali alla gestione delle dinamiche quotidiane — la Guida all'Affido Familiare in Italia dedica un capitolo specifico a queste modalità, con le domande da porre ai Servizi Sociali e le aspettative realistiche da avere.

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