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Centro Affidi: Cos'è, Come Funziona e Come Contattarlo

Molte famiglie che cercano "affido familiare" online si perdono tra siti comunali, pagine ministeriali e forum di associazioni. Il punto di accesso corretto — quello che nessuno indica chiaramente — è il Centro Affidi. Capire cos'è e come funziona è il primo passo concreto per chi considera seriamente di diventare famiglia affidataria.

Cos'è il Centro Affidi

Il Centro Affidi è una struttura specializzata, solitamente gestita dal Comune, dall'Ambito Territoriale Sociale (ATS) o in convenzione con il privato sociale (cooperative, associazioni come Ai.Bi. o Fondazione L'Albero della Vita), che si occupa specificamente di:

  • Promuovere la cultura dell'affido sul territorio attraverso campagne informative e incontri pubblici
  • Formare e valutare le famiglie aspiranti affidatarie attraverso corsi e colloqui individuali
  • Abbinare (fare il cosiddetto match) tra il profilo del minore e le caratteristiche della famiglia disponibile
  • Supportare le famiglie affidatarie durante tutto il percorso con supervisioni, gruppi di mutuo aiuto e intervento nelle crisi

Non è un ufficio burocratico dove si compilano moduli: è il luogo dove si costruisce la capacità di accoglienza, e dove gli operatori conoscono le vostre risorse e le vostre fragilità prima ancora che un bambino entri a casa vostra.

La diffusione sul territorio: un quadro disomogeneo

I Centri Affidi non sono distribuiti uniformemente in Italia. Secondo i dati più recenti, solo il 36,9% degli Ambiti Territoriali Sociali nazionali dispone di un Centro Affidi dedicato. La concentrazione è molto più alta al Nord:

  • Veneto: i Centri Affidi coprono l'85,7% del territorio regionale
  • Toscana: 78,6% di copertura
  • Piemonte: rete capillare, con strutture specifiche anche nei comuni medi
  • Sud Italia: presenza frammentaria o assente in molte province, con l'affido spesso gestito direttamente dagli assistenti sociali comunali senza una struttura dedicata

Nelle grandi metropoli — Milano, Roma, Torino, Venezia — i Centri Affidi comunali sono ben strutturati e offrono percorsi standardizzati con équipe multidisciplinari (assistenti sociali, psicologi, educatori). In molti comuni più piccoli, invece, il referente è un singolo assistente sociale che gestisce anche molti altri casi.

Il primo colloquio: cosa aspettarsi

Il percorso inizia sempre con un incontro informativo — individuale o in gruppo. In molte città, questi incontri avvengono una o due volte al mese e sono aperti a chiunque voglia conoscere il sistema senza prendere alcun impegno. Partecipare non significa candidarsi.

Durante questo primo contatto, gli operatori illustrano:

  • Le diverse tipologie di affido (a tempo pieno, diurno, part-time, pronta accoglienza)
  • Il percorso di formazione e valutazione
  • I tempi medi e le aspettative realistiche
  • Le domande frequenti su età, stato civile, reddito

Questo è il momento in cui dovete fare le domande che vi pesano: "Possiamo fare affido se siamo conviventi non sposati?", "Siamo single — ci prendono in considerazione?", "Abbiamo già figli — può essere un problema?". Gli operatori del Centro Affidi hanno sentito tutto. Non esiste una domanda fuori luogo.

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Il percorso di formazione e valutazione

Dopo l'incontro informativo, chi decide di procedere viene invitato a un corso di formazione — obbligatorio nella quasi totalità delle realtà italiane. Dura tipicamente tra i 4 e gli 8 incontri, trattando temi come:

  • La psicologia dell'abbandono e dell'attaccamento
  • Il rapporto con la famiglia d'origine del bambino
  • La temporaneità dell'affido: come prepararsi al distacco
  • Il ruolo degli affidatari nel progetto educativo

Parallelamente, il Centro Affidi avvia l'indagine psicosociale: colloqui individuali e di coppia con assistente sociale e psicologo, visita domiciliare, richiesta dei documenti (stato di famiglia, dichiarazione dei redditi, certificati medici, certificato del casellario giudiziale). Non cercano la famiglia perfetta — cercano la famiglia adatta a quel tipo di minore, con quelle risorse e quei limiti.

Al termine del percorso, l'équipe redige una relazione di disponibilità profilata: non un generico "idoneità all'affido", ma una disponibilità specifica per determinate tipologie di bambini (per età, genere, durata, bisogni speciali). Questo profilo viene poi usato per l'abbinamento quando arriva un minore che corrisponde.

Come trovare il Centro Affidi più vicino

Il percorso più diretto è contattare il Servizio Sociale del vostro Comune e chiedere se esiste un Centro Affidi nel vostro ambito territoriale. In alternativa:

  • Molti comuni capoluogo hanno il Centro Affidi indicato direttamente nel sito istituzionale (es. comune.milano.it, comune.torino.it)
  • Le associazioni ANFAA (anfaa.it) e Ai.Bi. (aibi.it) hanno elenchi aggiornati dei centri per regione
  • In alcune regioni, i siti regionali (es. regione.piemonte.it) hanno sezioni dedicate con i contatti degli ATS

Se nel vostro territorio non esiste un Centro Affidi dedicato, il riferimento diventa direttamente l'Ufficio Minori del Servizio Sociale comunale. Il percorso è lo stesso, ma con meno risorse strutturate.


Sapere come entra in gioco il Centro Affidi è solo il punto di partenza. Le domande vere arrivano dopo: quanto dura il percorso? Quali documenti preparare? Cosa succede durante la visita domiciliare? La Guida all'Affido Familiare in Italia risponde a queste domande con un protocollo pratico, costruito sulle Linee di Indirizzo Nazionali 2024 e sulla prassi delle principali regioni italiane.

Il Centro Affidi non è la fine del percorso — è il cancello d'ingresso. Arrivare preparati fa tutta la differenza.

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